martedì 1 gennaio 2019

Primo giorno dell'anno: “Veni Creator”, invocazione dello Spirito Santo per l'anno nuovo

Qualunque affare del mondo, perché abbia buon riuscimento conviene che cominci da Dio, che è il Padrone di tutti gli eventi. E ciò si fa coll'invocare preventivamente il suo santo ajuto. Così fece Davide prima di agitare la sua fionda per abbattere il gigante Golia. Così fece Giuditta prima di vibrare quel colpo che, troncando il capo a Oloferne, doveva salvare tutta Betulia. E così fanno tutti i buoni cristiani, facendosi il segno della Croce al principio d'ogni azione di qualche rilievo. Quanto più adunque deve ciò farsi al principio dell'anno, ch'è il principio d'innumerevoli azioni? Tanto più che Dio è sempre stato geloso delle primizie, volendo con esse venir da noi riconosciuto per unico Autore di ogni bene; quindi ordinò nel Levitico che, al primo mietersi delle nuove biade, Gli si offerissero in sacrificio due pani formati col grano novello. Quanto più adunque, sul cominciare dell'anno, esigerà Egli le primizie della nostra divozione, del nostro spirito.
Per determinarci a una speciale santificazione di questo primo giorno, convien riflettere al nuovo debito che ognuno contrae in oggi con Dio, essendo per sua sola benignità che ci è concesso di vivere ancora in quest'anno mentre, per l'abuso fatto degli anni antecedenti, noi meritammo d'aver troncata la nostra vita. È bene anche considerare che quest'anno potrebbe per noi essere l'ultimo in cui il Signore voglia soffrire la nostra malvagità ed aspettarci a penitenza, facendo con noi come fece con quell'albero di fico infruttuoso descritto al capo 13 di San Luca. Avealo il padrone condannato alla scure ed alle fiamme in pena del non aver esso per tre anni continui reso alcun frutto. Ma, per le preghiere del vignaiuolo, s'accontentò d'aspettare un altro anno per vedere se con nuova coltura potesse rendersi fruttuoso. Nell'istessa guisa il Signore, dopo aver sopportato tanti anni la nostra vita sterile affatto di ogni bene e solo feconda di colpe, ci concede adesso quest'altro anno, affinché ci ravvediamo dei nostri falli, e corrispondiamo con fervore a tanti suoi beneficj. Diciamo dunque con Davide: - Ho fatta la mia risoluzione - Voglio proprio cominciare davvero ed essere buono! Ego dixi, nunc coepi. Anno nuovo. Vita nuova!
A questo intento sono utilissime le pratiche seguenti:
1. prolungar le proprie orazioni per implorar il divino ajuto;
2. comunicarsi con gran divozione;
3. dare in limosina tante monete quanti sono gli anni della propria vita, oppure recitare altrettanti Pater ed Ave onde ringraziare il Signore d'averci finora conservati;
4. fare le proteste le più sincere di una vita tutta piena di opere buone a santificazione di sé, e ad edificazione del proprio prossimo.
Tanto più che a questa vita tutta piena di opere buone c'invita oggi la Chiesa col metterci sott'occhio il mistero della Circoncisione. Gesù Cristo essendo Dio, avrebbe potuto sottrarsi a questa dolorosa ed umiliante cerimonia mosaica. Tuttavia Egli volle sottomettervisi per più ragioni che meritano di essere attentamente considerate:
1. per abolire in modo onorevole un rito instituito da Dio medesimo onde distinguere, fino alla Nuova Alleanza, da tutte le altre nazioni il suo popolo;
2. per mostrare che il corpo da Lui assunto in unità di persona col divin Verbo era un corpo vero e reale, non già apparente e fantastico come sognarono certi eretici;
3. per mostrare ch'Egli non solo era Figliuolo dell'uomo, ma dell'uomo dalla stirpe del quale doveva venire il Messia;
4. per insegnare a noi, non solo a sottomettersi volentieri alle leggi che ci obbligano strettamente, ma ancora a cercare spontaneamente le umiliazioni e i patimenti;
5. per darci, fin dai primi suoi giorni, il pegno più certo del suo amore, cominciando appena nato a patire e versar sangue per la nostra salute;
6. per insegnarci fin da principio la virtù fondamentale della vita cristiana, ch'è la circoncisione del cuore per cui si intende la mortificazione di ogni scorretto appetito.
Secondo l'asserzione di Durando, che scriveva nel secolo decimoterzo, anticamente si usava in questo giorno di celebrare due Messe: l'una della Circoncisione per festeggiare il Mistero, e l'altra della Madonna per esprimere la propria riconoscenza a Colei la quale ebbe tanta parte nei misteri del divin suo Figlio. Facciamoci adunque un dovere d'onorare in modo speciale la Santa Vergine Maria mettendoci con nuove proteste sotto la sua protezione.
In molti luoghi si costuma in questo giorno distribuire a ciascuno degli intervenienti alla Dottrina l'immagine di un Santo, onde serva di speciale protettore per tutto l'anno. Facciamo la debita stima di un'usanza sì bella, ricordandoci che in ogni Santo che la Provvidenza ci dà per protettore noi abbiamo un modello, un avvocato ed un giudice. Un Modello di cui dobbiamo imitare la virtù; un Avvocato di cui dobbiamo con gran fiducia implorare il patrocinio; un Giudice di cui dobbiamo temere i rimproveri quando avessimo trascurato di imitarne le virtù e implorarne l'assistenza.
Quando si facciano tutte queste considerazioni si sentirà stretto dovere di realizzare il detto di sopra: Anno nuovo. Vita nuova!
(Manuale di Filotea di Mons. Giuseppe Riva, Bertarelli, Milano 1901)

ORAZIONE PER IL PRIMO GIORNO DELL'ANNO

Che sarà di me, o mio Dio, in quest'anno, a cui per vostra misericordia do lietamente principio, in questo giorno? Avrò io la sorte di aggiungerlo intero ai molti altri che già m'avete concessi, o sarà quello che chiuderà il corso della mia vita a cui terrà dietro il terribil passaggio dal tempo all'eternità? Voi solo che siete l'arbitro sovrano di tutti i tempi, sapete tutto quello che ha d'avvenirmi: io non so altro se non che colla mia passata condotta ho meritato d'essere le mille volte cancellato dal numero dei viventi, e sepolto nel baratro dei reprobi: quindi non cesserò mai di lodare e di benedire la vostra misericordia, che si compiacque di sottrarmi ai rigori della vostra giustizia, e di farmi parte di quei favori che si dovrebbero solamente a chi vi serve con fedeltà. E, siccome per nostro bene avete nascosto a noi tutti il momento da Voi stabilito per chiamarci al vostro giudizio, così fate che io approfitti di quest'incertezza per viver sempre in conformità ai vostri santi comandamenti, e così prepararmi propizia la gran sentenza che dee fissare la mia sorte per tutta quanta l'eternità. Ma, cosa sono io, o Signore, senza l'ajuto della vostra grazia, se non un terreno arido e secco, che non produce che triboli e spine? Piovete adunque sopra di me questa misteriosa rugiada, onde, benedetto da Voi, possa col successo il più felice, applicarmi all'estirpamento di tutti gli abiti peccaminosi che mi dominarono fino al presente, all'acquisto di tutte quelle virtù che ho finora trascurate, alla pratica di tutte quelle opere che sono indispensabili all'assicurazione della mia eterna salvezza. La sanità del mio corpo, la prosperità dei miei interessi, la preservazione di tutti i mali che possono in qualche maniera o molestare la mia persona, o alterare la mia sorte, io le rimetto intieramente nelle vostre mani, ben persuaso che Voi non mi lascerete mancare giammai quanto mi può essere vantaggioso, e terrete sempre da me lontano tutto quello che può compromettere la mia santificazione o la mia salute.
Siccome però le mie preghiere sono troppo miserabili, così, ad assicurarmi il conseguimento di tutte queste grazie, interponete Voi, o gran Vergine, la vostra potentissima mediazione; tenetemi sempre sotto il manto del vostro amorevole patrocinio: fate sempre le parti d'avvocata per me; amatemi sempre qual vostro figlio, e non permettete giammai che un solo istante io mi raffreddi nel vostro santo servizio, giacché sarebbe questo un declinare dalla strada sicura per cui si giunge a salvamento.
Angelo mio Custode, che già da tanti anni vegliate amorosamente sopra di me, non permettete che io contristi di nuovo il vostro amantissimo cuore e il vostro purissimo sguardo coll'assecondare, come per lo passato, le mie disordinate passioni. Rispetti sempre la vostra presenza; ascolti sempre i vostri consigli; e tema sempre le vostre minacce, giacché voi non cercate altro che il vero mio bene temporale ed eterno.
Santi tutti del cielo, e specialmente Voi che vi trovaste già nel mio stato, Voi il di cui nome io porto, Voi che la Provvidenza mi ha assegnato a particolari Protettori in quest'anno, ottenetemi colla vostra intercessione che, camminando sempre fedele nella strada da voi già percorsa, tanto più acquisti di merito quanto più mi è dato di vita, e, a somiglianza delle Vergini prudenti, vivendo sempre in aspettazione dell'arrivo dello Sposo, tenga sempre ben allestita la lampada misteriosa della fede, della carità e delle buone opere, senza di cui non è possibile partecipare al convito a cui foste già ammessi, e che sarà sempre fecondo delle più squisite delizie per tutta quanta l'eternità.
Pater, Ave, Gloria, Salve Regina, Angele Dei.

Indi si recita, o col popolo in pubblica funzione, o privatamente, il Veni Creator, per invocare lo Spirito Santo.

Prima stropha hymni sequentis dicitur flexis genibus.

Veni, Creátor Spíritus,
Mentes tuórum vísita,
Imple supérna grátia,
Quae tu creásti péctora.

Qui díceris Paráclitus,
Altíssimi donum Dei,
Fons vivus, ignis, cáritas,
Et spiritális únctio.

Tu septifórmis múnere,
Dígitus patérnae déxterae,
Tu rite promíssum Patris,
Sermóne ditans gúttura.

Accénde lumen sénsibus:
Infúnde amórem córdibus:
Infírma nostri córporis
Virtúte firmans pérpeti.

Hostem repéllas lóngius,
Pacémque dones prótinus;
Ductóre sic te praevio
Vitémus omne nóxium.

Per Te sciámus da Patrem
Noscámus atque Fílium,
Teque utriúsque Spíritum
Credámus omni témpore.

Deo Patri sit glória,
Et Fílio, qui a mórtuis
Surréxit, ac Paráclito,
In saeculórum saecula.
Amen.

℣. Emitte Spiritum tuum et creabuntur
℞. Et renovabis faciem terrae.
℣. Dómine, exaudi orationem meam.
℞. Et clamor meus ad te veniat.
℣. Dóminus vobíscum.
℞. Et cum spíritu tuo.


Orémus.
Deus, qui corda fidélium Sancti Spíritus illustratióne docuísti: da nobis in eódem Spíritu recta sápere; et de ejus semper consolatióne gaudére.

Dómine Deus omnípotens, qui ad princípium hujus anni nos perveníre fecísti: tua nos hódie salva virtúte; ut in hoc anno ad nullum declinémus peccátum, sed semper ad tuam justítiam faciéndam nostra procédant elóquia, dirigántur cogitatiónes et ópera. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
La prima strofa del seguente inno si dice inginocchiati.

Vieni, o Spirito Creatore,
visita le menti dei tuoi fedeli,
e riempi della grazia celeste
i cuori che tu creasti.

Tu, che sei chiamato il Paraclito,
il dono di Dio Altissimo,
sorgente (d'acqua) viva, fuoco, carità
e spirituale unzione.

Tu largitore dei sette doni,
dito della destra del Padre,
tu il vero promesso del Padre,
che arricchisci di favelle le bocche.

Sii luce ai sensi:
infondi amor nei cuori:
l'infermità del nostro corpo
solleva con perenne virtù.

Fuga lungi il nemico,
la pace donaci presto;
così, dietro te duce,
eviteremo ogni cosa nociva.

Per Te fa' che conosciamo il Padre,
che conosciamo anche il Figlio e,
che Te Spirito procedente da entrambi
crediamo in ogni tempo.

A Dio Padre sia gloria,
e al Figlio, che da morte
risuscitò, e al Paraclito,
per i secoli dei secoli.
Amen.

℣. Manda il tuo Spirito per una nuova creazione.
℞. E rinnoverai la faccia della terra.
℣. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
℞. E il mio grido giunga fino a Te.
℣. Il Signore sia con voi.
℞. E con il tuo Spirito.

Preghiamo.
O Signore, che hai istruito i cuori dei fedeli con la luce dello Spirito Santo, donaci di gustare nello stesso Spirito la verità e di godere sempre della sua consolazione.

Signore Dio onnipotente, che ci hai fatti pervenire al principio di questo anno: difendici oggi colla tua potenza, affinché in questo anno non ci pieghiamo ad alcun peccato, ma ad operare secondo la tua giustizia siano sempre rivolte le nostre parole, siano diretti i nostri pensieri ed azioni. Per Cristo Signore nostro. Amen.