mercoledì 23 gennaio 2019

Sant'Ildefonso, Vescovo e Confessore

Semidoppio.
Paramenti bianchi.

Ildefonso, che è anche detto Alfonso, di nazionalità spagnola, nato a Toledo verso il 607 da nobilissimi genitori Stefano e Lucia, e allevato con ogni cura, fu istruito nelle discipline liberali. Prima ebbe come precettore suo zio Sant'Eugenio, arcivescovo di Toledo, dal quale per il mirabile ingegno fu inviato a Siviglia da Sant'Isidoro, che era allora ricco di mirabile erudizione. Trattenutosi presso Sant'Isidoro per dodici anni, dopo esser stato formato infine da buona rettitudine e da sana dottrina, ritornò a Toledo da Sant'Eugenio.
Doménikos Theotokopoulos detto El Greco, Sant'Ildefonso,
Ospedale di Nostra Signora della Carità,
Illescas, Spagna, 1603-1605.
Dopo che fu fatto per di più Arcidiacono della Chiesa di Toledo da Sant'Eugenio per il candore di vita e per la perizia non usuale, desiderando di sfuggire i lacci del mondo, nel monastero Agaliense, che era dedicato ai santi martiri Cosma e Damiano, vestì il cucullo quale emblema dell'amor di Dio. I genitori, ora con la supplica, ora con la forza, tentando ogni cosa, non smisero di contrapporsegli, perché non rimanesse costantemente nel suo santo proposito.
I monaci, non molto tempo dopo, fecero eleggere Ildefonso al posto dell'Abate deceduto: dato che scorgevano in lui, oltre alle restanti virtù, l'equità, la buona disposizione dei costumi, la prudenza, la rara santità. E così tanto splendore, tanta luce della vera pietà - cosa che lo stesso Ildefonso temeva -, non poté celarsi. Morto dunque Sant'Eugenio, nel 657 fu creato Arcivescovo di Toledo per decreto del Clero, del Senato e di tutto il popolo.
Senza dubbio, nel suo ministero episcopale, quanto Ildefonso sia avanzato con la parola, quali miracoli abbia compiuto, come sia stato benemerito per le molte iscrizioni sulla Vergine Madre, non facilmente qualcuno è stato in grado di spiegarlo. Edificò un cenobio di vergini nella casa di campagna di Deilfenso, e lo colmò di grandi doni. Confutò dottissimamente, per la precisione, gli eretici, che in Spagna propagavano l'eresia elvidiana che negava la verginità perpetua della Beata Vergine Maria Madre di Dio, e li scacciò dalla Spagna; espose tale disputa nel libro, che scrisse sulla perpetua verginità di Maria Santissima, cioè il De virginitate Sanctae Mariae contra tres infideles (Sulla verginità di Santa Maria contro tre infedeli) in cui i tre infedeli sono Gioviniano, Elvidio e un ebreo anonimo, confermando tale cosa un miracolo. Quando infatti Ildefonso si recò in chiesa di notte per le preghiere mattutine nella festa dell'Aspettazione della Beata Vergine Maria (18 dicembre 665), i suoi confratelli sull'uscio della Chiesa, spaventati da un fulgore davvero repentino, indietreggiarono. Egli invece intrepido, avvicinandosi all'altare, vide la stessa Vergine, e la venerò: ricevette dalla stessa una pianeta candidissima, della quale si serviva nel Santo Sacrificio della Santa Messa.
Bartolomé Esteban Pérez Murillo, Sant'Ildefonso riceve la pianeta
dalla Beata Vergine Maria, Museo del Prado, Madrid, Spagna, 1658-1660.
Quando si compì inoltre il giorno festivo di Santa Leocadia, e il Clero e il popolo numeroso si furono radunati, Ildefonso, accedendo al sepolcro della santa vergine Leocadia, pregava supplichevole inginocchiato. Ed ecco apertosi repentinamente il sarcofago, la santissima Leocadia venne fuori; vedendo tutti e ascoltando, ella rese illustri i meriti di Ildefonso riguardo la Vergine Maria, dicendo: O Ildefonso, per te vive la mia Signora, che tiene le sommità del Cielo. E lodato il Vescovo, ritornava nel sarcofago. Ildefonso, affinché cotanta cosa non fosse raccontata ai posteri senza testimoni, afferrato lo spadino del re Recesvinto, che si trovava allora per caso, recise parte del vestito, che copriva il capo di Santa Leocadia; e la introdusse assieme al regale coltello con solenne pompa nel sacrario, ove fino ad oggi è conservata.
Scrisse nel linguaggio comune più chiaro molte cose, delle quali egli, impedito dalle varie faccende che gli recavano cruccio, lasciò in eredità alcune inziate, altre incompiute. Sant'Ildefonso morì infine felicemente e santamente, a Toledo il 23 gennaio nell'anno del Signore 667 circa, sotto il regno di Recesvinto in Spagna, dopo aver seduto sul trono episcopale per nove anni e due mesi, e fu sepolto nella Basilica di Santa Leocadia. Il suo corpo fu poi traslato nella città di Zamora durante la generale occupazione delle Spagne da parte dei Saraceni, e riposando onorificamente nella Chiesa di San Pietro, è venerato con grande pietà di tutto il popolo.
Sebbene Sant'Ildefonso non sia stato dichiarato Dottore della Chiesa, per la sua festa è assegnata tuttavia la Santa Messa riservata a costoro.


Andrés de Islas, Imposizione della pianeta a Sant'Ildefonso, 1774.


La Chiesa loda il Signore per aver conferito ai Santi Dottori la sapienza, l'intelligenza e la santità con cui spandere dovunque il lume della dottrina evangelica.

INTROITUS
Eccli 15:5. In médio Ecclésiae apéruit os ejus: et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiae et intelléctus: stolam glóriae índuit eum. Ps 91:2. Bonum est confitéri Dómino: et psállere nómini tuo, Altíssime. . Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. . Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen. In médio Ecclésiae apéruit os ejus: et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiae et intelléctus: stolam glóriae índuit eum.

Eccli 15:5. Dio gli aprì la bocca in mezzo all'assemblea, lo riempì dello spirito di sapienza e d'intelligenza; lo coprì col manto della gloria. Ps 91:2. È bene cantare la gloria al Signore: e lodare, Altissimo, il tuo Nome. . Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. . Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Dio gli aprì la bocca in mezzo all'assemblea, lo riempì dello spirito di sapienza e d'intelligenza; lo coprì col manto della gloria.

Gloria

ORATIO
Orémus.
Deus, qui per gloriosíssimam Fílii tui Matrem beátum Ildefónsum Confessórem tuum atque Pontíficem, misso de thesáuris coeléstibus múnere, decorásti: concéde propítius; ut, per ejus preces et mérita, múnera capiámus aetérna. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
O Dio, che per il tramite della gloriosissima Madre del tuo Figlio hai decorato il beato Ildefonso tuo Confessore e Pontefice con un dono prelevato dai tesori del cielo: concedici, propizio, che per le sue preghiere e i suoi meriti, otteniamo i doni eterni. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

I Dottori della Chiesa hanno messo in pratica i consigli che San Paolo dava a San Timoteo. Predicarono in ogni maniera la dottrina di Gesù Cristo, reagendo contro quella curiosità morbosa che rende certe anime avide ad intendere teorie nuove ed erronee in fatto di religione. Avendo combattuta la buona battaglia, come l'Apostolo, per il Vangelo e conservato intatto il deposito sacro della dottrina cristiana, ricevono in cielo la corona destinata a compensarli della loro santità apostolica.

LECTIO
Léctio Epístolae Beáti Pauli Apóstoli ad Timótheum.
2Tim 4:1-8.
Caríssime: Testíficor coram Deo, et Jesu Christo, qui judicatúrus est vivos et mórtuos, per advéntum ipsíus et regnum ejus: praedica verbum, insta opportúne, importúne: árgue, óbsecra, íncrepa in omni patiéntia, et doctrína. Erit enim tempus, cum sanam doctrínam non sustinébunt, sed ad sua desidéria coacervábunt sibi magístros, pruriéntes áuribus, et a veritáte quidem audítum avértent, ad fábulas autem converténtur. Tu vero vígila, in ómnibus labóra, opus fac Evangelístae, ministérium tuum ímple. Sóbrius esto. Ego enim jam delíbor, et tempus resolutiónis meae instat. Bonum certámen certávi, cursum consummávi, fidem servávi. In réliquo repósita est mihi coróna justítiae, quam reddet mihi Dóminus in illa die, justus judex: non solum autem mihi, sed et iis, qui díligunt advéntum ejus.

Lettura dell'Epistola del Beato Paolo Apostolo a Timoteo.
2Tim 4:1-8.
Carissimo: Ti scongiuro davanti a Dio e a Gesù Cristo, che ha da venire a giudicare i vivi ed i morti, per la sua venuta e per il suo regno: predica la Parola, insisti a tempo opportuno e fuori tempo. Riprendi, esorta, sgrida con paziente insegnamento; perché verrà tempo in cui la gente non potrà sopportare la sana dottrina, ma per assecondare la propria passione e per prurito di novità, si creerà una folla di maestri, e per non ascoltare la verità andrà dietro a favole. Ma tu veglia sopra tutte le cose, sopporta le afflizioni, compi l'ufficio di predicare il Vangelo, adempi il tuo ministero e sii temperante. In quanto a me il mio sangue sta per essere versato come una libazione e il tempo del mio scioglimento dal corpo è vicino. Ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede. Non mi resta che ricevere la corona di giustizia, che mi darà in quel giorno il Signore, giusto giudice; e non solo a me, ma anche a quelli che desiderano la sua venuta.

GRADUALE
Ps 36:30-31. Os justi meditábitur sapiéntiam, et lingua ejus loquétur judícium. . Lex Dei ejus in corde ipsíus: et non supplantabúntur gressus ejus.

Ps 36:30-31. La bocca del giusto esprime sapienza e la sua lingua parla secondo giustizia. . Ha nel cuore la legge del suo Dio e i suoi passi non sono esitanti.

ALLELUJA
Allelúja, allelúja. Eccli 45:9. . Amávit eum Dóminus, et ornávit eum: stolam glóriae índuit eum. Allelúja.

Alleluia, alleluia. Eccli 45:9. . Il Signore lo ha amato e lo ha colmato d'onore: lo ha rivestito di una veste di gloria. Alleluia.

Dopo Settuagesima, omessi l'Alleluja e il suo Versetto, si dice:

TRACTUS
Ps 111:1-3. Beátus vir, qui timet Dóminum: in mandátis ejus cupit nimis. . Potens in terra erit semen ejus: generátio rectórum benedicétur. . Glória et divítiae in domo ejus: et justítia ejus manet in saeculum saeculi.

Ps 111:1-3. Beato l'uomo che teme il Signore: molto si compiace nei suoi comandamenti. . Potente sulla terra sarà la sua stirpe: sarà benedetta la discendenza dei giusti. . Nella sua casa gloria e ricchezza: la sua giustizia rimane nei secoli dei secoli.

I Dottori sono il sale che deve preservare le anime dalla corruzione: sono la luce che illumina gli uomini immersi nelle tenebre dell'errore e del peccato. Predicando con la loro dottrina e il loro esempio, glorificano Dio, il quale solo dà la grazia di compiere bene il proprio dovere. E siccome l'osservanza delle minime prescrizioni della legge riceve la sua ricompensa, essi sono grandi nel regno dei cieli.

EVANGELIUM
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
Matt 5:13-19.
In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis: Vos estis sal terrae. Quod si sal evanúerit, in quo saliétur? Ad níhilum valet ultra, nisi ut mittátur foras, et conculcétur ab homínibus. Vos estis lux mundi. Non potest cívitas abscóndi supra montem pósita. Neque accéndunt lucérnam, et ponunt eam sub módio, sed super candelábrum, ut lúceat ómnibus qui in domo sunt. Sic lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum, qui in coelis est. Nolíte putáre, quóniam veni sólvere legem aut prophétas: non veni sólvere, sed adimplére. Amen, quippe dico vobis, donec tránseat coelum et terra, iota unum aut unus apex non praeteríbit a lege, donec ómnia fiant. Qui ergo solverit unum de mandátis istis mínimis, et docúerit sic hómines, mínimus vocábitur in regno coelórum: qui autem fécerit et docúerit, hic magnus vocábitur in regno coelórum.

Seguito del santo Vangelo secondo Matteo.
Matt 5:13-19.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale della terra. E se il sale perde la sua virtù, come lo si riattiverà? Non è più buono se non ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo. Non può rimanere nascosta una città posta sopra un monte. Né si accende la lucerna per riporla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia lume a quanti sono in casa. Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge o i Profeti, ma a completare. In verità vi dico che finché non passi il cielo e la terra non passerà un solo iota o un apice solo della Legge, che tutto non sia compiuto. Chi pertanto violerà uno dei minimi di questi comandamenti e insegnerà così agli uomini, sarà tenuto minimo nel regno dei cieli; ma colui che avrà operato ed insegnato, sarà tenuto grande nel regno dei cieli.

Omelia di Sant'Agostino, Vescovo.
Libro 1 sul Sermone del Signore sul monte, cap. 6, tom. 4.
Il Signore ci mostra doversi giudicare insensati coloro che, cercando l'abbondanza dei beni temporali o temendo d'esserne privati, perdono gli eterni, che gli uomini non possono né dare né togliere. Ora se il sale diventa insipido, con che si salerà? (Matt 5:13). Cioè, se voi, che dovete in certo modo condire i popoli, per timore delle persecuzioni temporali, perderete il regno dei cieli: quali saranno gli uomini che potranno ritrarvi dall'errore, dal momento che Dio ha scelto voi per togliere gli altri dall'errore?
Dunque il sale insipido non serve più a nulla se non ad essere gettato via pestato dagli uomini (Matt 5:13). Pertanto non è calpestato dagli uomini chi soffre persecuzione, ma chi istupidisce per timore della persecuzione. Poiché non può essere calpestato se non uno inferiore; ma non è inferiore chi, sebbene patisca molto sulla terra nel corpo, tuttavia col cuore abita in cielo.
Voi siete la luce del mondo (Matt 5:14). Come più sopra ha detto il sale della terra (Matt 5:13), così ora dice la luce del mondo. Ora per questa terra, di cui si parla più sopra, non si deve intendere quella che calpestiamo coi nostri piedi corporei; bensì gli uomini che abitano sulla terra, o anche i peccatori, a rialzare i quali col condimento della sapienza e a distruggere le loro perverse inclinazioni, il Signore inviò nel mondo il sale apostolico. E qui mondo si deve intendere non il cielo e la terra, ma gli uomini che sono nel mondo o amano il mondo, e che gli Apostoli hanno la missione d'illuminare. Non può rimaner nascosta una città situata su un monte (Matt 5:14): cioè, fondata sopra un'insigne e grande giustizia, significata anche nello stesso monte, su cui il Signore si trova a parlare.

OFFERTORIUM
Ps 91:13. Justus ut palma florébit: sicut cedrus, quae in Líbano est, multiplicábitur.

Ps 91:13. Il giusto fiorirà come palma, crescerà come un cedro del Libano.

SECRETA
Sancti Ildefónsi Confessóris tui atque Pontíficis, quaesumus, Dómine, ánnua solémnitas pietáti tuae nos reddat accéptos: ut, per haec piae placatiónis offícia, et illum beáta retribútio comitétur, et nobis grátiae tuae dona concíliet. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

L'annua solennità del beato Ildefonso Confessore e Pontefice tuo, ci renda, o Signore, a te accetti, affinché, mediante questo pio rito di espiazione, la stessa solennità al Santo torni di gloria e a noi concilii la tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRAEFATIO COMMUNIS
Vere dignum et justum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias agere: Dómine sancte, Pater omnípotens, aetérne Deus: per Christum, Dóminum nostrum. Per quem majestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admitti jubeas, deprecámur, súpplici confessione dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus, Deus Sábaoth. Pleni sunt coeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. Benedíctus, qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e dovunque a Te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, le Dominazioni Ti adorano, le Potenze Ti venerano con tremore. A Te inneggiano i Cieli, gli Spiriti celesti e i Serafini, uniti in eterna esultanza. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell'inno di lode: Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.

COMMUNIO
Luc 12:42. Fidélis servus et prudens, quem constítuit dóminus super famíliam suam: ut det illis in témpore trítici mensúram.

Luc 12:42. Fedele e saggio è il servitore che il Signore ha preposto alla sua casa: perché al tempo conveniente dia il cibo che spetta a ciascuno.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Deus, fidélium remunerátor animárum: praesta; ut beáti Ildefónsi Confessóris tui atque Pontíficis, cujus venerándam celebrámus festivitátem, précibus indulgéntiam consequámur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, rimuneratore delle anime fedeli, concedi che otteniamo il perdono per le preghiere del beato Ildefonso Confessore e Pontefice tuo, di cui celebriamo la festa veneranda. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.