domenica 30 dicembre 2018

Domenica infra l'Ottava del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo

Semidoppio.
Paramenti bianchi.

La Santa Messa ci dice che «il Verbo disceso dal Cielo durante la notte» di Natale (Introitus) è «il Figlio di Dio venuto per renderci partecipi della sua eredità come figli adottivi» (Epistola). Prima di Lui, l'uomo era infatti come «un erede, che, nella sua minorità, non differisce da un servo» (Epistola). Ora, invece, che la legge nuova l'ha emancipato dalla tutela dell'antica, «egli non è più servitore, ma figlio» (Epistola).
Rivelandoci questa paternità soprannaturale di Nostro Signore Gesù Cristo, che colpisce più specialmente le nostre anime in questo tempo di Natale, la liturgia fa risplendere ai nostri occhi la Divinità sotto l'aspetto di Paternità. Così il culto dei figli di Dio si riassume in questa parola detta con Nostro Signore Gesù Cristo, con labbra pure e retto cuore: «Padre!» (Epistola). L'Evangelium ci mostra anche quale sarà in avvenire la missione grandiosa di questo Bambino divino che comincia a manifestarsi oggi nel Tempio. «È il Re» (Graduale) «il regno del quale» (Alleluja) «penetrerà fino all'intimo dei cuori» (Evangelium). Per tutti sarà una pietra di salvezza; pietra d'inciampo per quelli che lo perseguiteranno (Communio), pietra angolare «per molti in Israele» (Evangelium).
L'Introitus parla della notte nella quale l'angelo di Dio colpì i primogeniti degli Egiziani (Sap 18:14), preparando la liberazione d'Israele, immagine della notte santa nella quale la Beatissima Vergine Maria mise alla luce il Salvatore (Communicantes de Nativitate Domini), venuto per liberare l'umanità.

Sermone di San Leone, Papa.
Sermone 9 sulla Natività del Signore.
La grandezza dell'opera divina eccede, o dilettissimi, e supera grandemente le risorse dell'umana eloquenza: e la difficoltà d'esprimersi nasce proprio là donde sorge la ragione di non tacere. Perché le parole del profeta: Chi spiegherà la sua generazione? (Is 53:8), riguardano non solo la divina essenza di Gesù Cristo Figlio di Dio, ma ancora la sua natura umana. Difatti se non si crede per fede che le due nature si sono unite in una sola persona, la parola non riesce a spiegarlo. E perciò non manca mai materia di lode, perché la facondia di chi loda sarà sempre insufficiente.
Rallegriamoci pertanto di essere impari a parlare di questo grande mistero di misericordia; e se non possiamo penetrare la profondità del mistero della nostra salute, stimiamoci felici di essere vinti dall'immensità di tanto beneficio. Nessuno infatti si avvicina di più alla conoscenza della verità di colui che comprende rimanergli sempre molto da indagare nelle cose divine, anche quando profitta molto. Poiché chi presumesse d'essere giunto là dove tende, non ha già trovato ciò che cercava, sibbene è venuto meno nella sua ricerca.
E affinché non ci turbiamo dei limiti in cui è ristretta la nostra debolezza, ci vengono in soccorso le parole del Vangelo e dei profeti; le quali c'illuminano e istruiscono siffattamente da farci considerare la natività del Signore, nella quale il Verbo s'è fatto uomo, non tanto la celebrazione d'una cosa passata, quanto la visione d'un fatto presente. Difatti quello che l'Angelo annunziò ai pastori che vegliavano alla custodia del loro gregge, è risuonato anche alle nostre orecchie e noi siamo ora a capo del gregge del Signore, perché conserviamo nel fondo del cuore le parole che furono pronunziate da parte di Dio; quasi si dicesse ancora nell'odierna festività: Vi dò una grande notizia che sarà di grande allegrezza a tutto il popolo, cioè che oggi è nato per noi nella città di David, un Salvatore che è Cristo Signore (Luc 2:10).




I due versetti dell'Introitus, tratti dal libro della Sapienza, alludono all'angelo di Dio che, a mezzo della notte, sterminò i primogeniti degli Egiziani oppressori, liberando così il suo popolo eletto. Anche Nostro Signore Gesù Cristo, il Verbo di Dio, a mezzo della notte nasce sulla terra, per liberarci dalla morte eterna.

INTROITUS
Sap 18:14-15. Dum médium siléntium tenérent ómnia, et nox in suo cursu médium iter háberet, omnípotens Sermo tuus, Dómine, de coelis a regálibus sédibus venit. Ps 92:1. Dóminus regnávit, decórem indútus est: indútus est Dóminus fortitúdinem, et praecínxit se. ℣. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. ℞. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen. Dum médium siléntium tenérent ómnia, et nox in suo cursu médium iter háberet, omnípotens Sermo tuus, Dómine, de coelis a regálibus sédibus venit.

Sap 18:14-15. Mentre tutto era immerso in profondo silenzio, e la notte era a metà del suo corso, l'onnipotente tuo Verbo, o Signore, discese dal celeste trono regale. Ps 92:1. Il Signore regna, rivestito di maestà: Egli si ammanta e si cinge di potenza. ℣. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. ℞. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Mentre tutto era immerso in profondo silenzio, e la notte era a metà del suo corso, l'onnipotente tuo Verbo, o Signore, discese dal celeste trono regale.

Gloria

ORATIO
Orémus.
Omnípotens sempitérne Deus, dírige actus nostros in beneplácito tuo: ut in nómine dilécti Fílii tui mereámur bonis opéribus abundáre: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Onnipotente e sempiterno Iddio, indirizza i nostri atti secondo il tuo beneplacito, affinché possiamo abbondare in opere buone, in nome del tuo diletto Figlio: Lui che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Si fa la commemorazione dell'Ottava di Natale.

Orémus.
Concéde, quaesumus, omnípotens Deus: ut nos Unigéniti tui nova per carnem Natívitas líberet; quos sub peccáti jugo vetústa sérvitus tenet. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Concedici, Te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che la nuova nascita secondo la carne del tuo Unigenito, liberi noi, che l'antica schiavitù tiene sotto il gioco del peccato. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Solo quando è giunto all'età maggiore il figlio entra in possesso dell'eredità di cui ha diritto. Prima di questo tempo egli è in qualche modo schiavo di coloro che amministrano in suo nome il suo patrimonio. Così era per i Giudei sotto la legge mosaica. Essi avevano come prospettiva il ricco patrimonio della Nuova Legge, ma erano sottomessi ai riti e alle prescrizioni dell'Antica Alleanza, che erano rudimentali ed avevano in vista soprattutto i bisogni passeggeri e provvisori di questo mondo. Il Figlio di Dio si è dunque fatto uomo nascendo da una donna, e si è sottomesso alla servitù della legge per elevarci alla dignità dei figli di Dio e per liberarci dalla schiavitù della legge. E, come pegno di questa figliazione divina, Dio Padre ci ha dato lo Spirito Santo, che è lo Spirito del suo Figlio, in maniera che, divenuti figli di Dio con Nostro Signore Gesù Cristo, siamo pur divenuti con Lui eredi dei beni eterni. Con i tempi messianici, la legge Mosaica cessa ed ha principio invece la maggiorità del popolo di Dio, al quale noi apparteniamo col Battesimo.

LECTIO
Lectio Epístolae Beati Pauli Apóstoli ad Gálatas.
Gal 4:1-7.
Fratres: Quanto témpore heres párvulus est, nihil differt a servo, cum sit dóminus ómnium: sed sub tutóribus et actóribus est usque ad praefinítum tempus a patre: ita et nos, cum essémus párvuli, sub eleméntis mundi erámus serviéntes. At ubi venit plenitúdo témporis, misit Deus Fílium suum, factum ex mulíere, factum sub lege, ut eos, qui sub lege erant, redímeret, ut adoptiónem filiórum reciperémus. Quóniam autem estis fílii, misit Deus Spíritum Fílii sui in corda vestra, clamántem: Abba, Pater. Itaque jam non est servus, sed fílius: quod si fílius, et heres per Deum.

Lettura dell'Epistola del Beato Paolo Apostolo ai Galati.
Gal 4:1-7.
Fratelli, fin quando l'erede è minore di età, benché sia padrone di tutto, non differisce in nulla da un servo, ma sta sotto l'autorità dei tutori e degli amministratori, fino al tempo prestabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo minori d'età, eravamo servi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, affinché redimesse quelli che erano sotto la legge, e noi ricevessimo l'adozione in figli. Ora, poiché siete figli, Iddio ha mandato lo Spirito del suo Figlio nei vostri cuori, il quale grida: Abba, Padre. Perciò, ormai nessuno è più schiavo, ma figlio, e se è figlio, è anche erede, per la grazia di Dio.

GRADUALE
Ps 44:3; 44:2. Speciósus forma prae filiis hóminum: diffúsa est gratia in lábiis tuis. ℣. Eructávit cor meum verbum bonum, dico ego ópera mea Regi: lingua mea cálamus scribae, velóciter scribéntis.

Ps 44:3; 44:2. Tu sei bello fra i figli degli uomini: la grazia è diffusa sulle tue labbra. ℣. Mi erompe dal cuore una buona parola, al re canto i miei versi: la mia lingua è come la penna di un veloce scrivano.

ALLELUJA
Allelúja, allelúja. Ps 92:1. ℣. Dóminus regnávit, decórem índuit: índuit Dóminus fortitúdinem, et praecínxit se virtúte. Allelúja.

Alleluia, alleluia. Ps 92:1. ℣. Il Signore regna, si ammanta di maestà: il Signore si ammanta di fortezza e di potenza. Alleluia.

Questo Evangelium è la continuazione di quello della festa della Purificazione (2 febbraio). Il vecchio San Simeone e la profetessa Sant'Anna, la quale aveva più di 80 anni e passava intieri i suoi giorni nel Tempio, rendono testimonianza a Nostro Signore Gesù Cristo: è Lui il Messia e la sua venuta porta necessariamente una separazione o un giudizio. I pensieri segreti di ogni uomo in rapporto a Nostro Signore Gesù Cristo saranno rivelati all'ultimo giorno, perché Egli scruta le reni ed i cuori (VIII Lezione del Mattutino). Coloro, che nel loro orgoglio e nella loro viltà avranno rigettato il Figlio di Dio, saranno a loro volta rigettati da Lui e coloro che l'avranno accolto parteciperanno alla sua gloria, perché Nostro Signore Gesù Cristo è venuto a salvare il suo popolo. Sin da principio il Bambino divino fu ripieno della sapienza del Padre e la sua anima ricevette la pienezza della grazia santificante.

EVANGELIUM
Sequéntia sancti Evangélii secundum Lucam.
Luc 2:33-40.
In illo témpore: Erat Joseph et María Mater Jesu, mirántes super his quae dicebántur de illo. Et benedíxit illis Símeon, et dixit ad Maríam Matrem ejus: Ecce, pósitus est hic in ruínam et in resurrectiónem multórum in Israël: et in signum, cui contradicétur: et tuam ipsíus ánimam pertransíbit gládius, ut reveléntur ex multis córdibus cogitatiónes. Et erat Anna prophetíssa, fília Phánuel, de tribu Aser: haec procésserat in diébus multis, et víxerat cum viro suo annis septem a virginitáte sua. Et haec vídua usque ad annos octogínta quátuor: quae non discedébat de templo, jejúniis et obsecratiónibus sérviens nocte ac die. Et haec, ipsa hora supervéniens, confitebátur Dómino, et loquebátur de illo ómnibus, qui exspectábant redemptiónem Israël. Et ut perfecérunt ómnia secúndum legem Dómini, revérsi sunt in Galilaeam in civitátem suam Názareth. Puer autem crescébat, et confortabátur, plenus sapiéntia: et grátia Dei erat in illo.

Seguito del santo Vangelo secondo Luca.
Luc 2:33-40.
In quel tempo, Giuseppe e Maria, madre di Gesù, restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui. E Simeone li benedisse, e disse a Maria, sua madre: Ecco egli è posto per la rovina e per la resurrezione di molti in Israele, e sarà bersaglio di contraddizioni, e una spada trapasserà la tua stessa anima, affinché restino svelati i pensieri di molti cuori. C'era inoltre una profetessa, Anna, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, molto avanti negli anni, vissuta per sette anni con suo marito. Rimasta vedova fino a ottantaquattro anni, non usciva dal tempio, servendo Dio notte e giorno con preghiere e digiuni. E nello stesso tempo ella sopraggiunse, e dava gloria al Signore, parlando di lui a quanti aspettavano la redenzione di Israele. E quando ebbero compiuto tutto secondo la legge del Signore, se ne tornarono in Galilea, nella loro città di Nazaret. E il fanciullo cresceva e si irrobustiva, pieno di sapienza: e la grazia di Dio era con lui.

Omelia di Sant'Ambrogio, Vescovo.
Libro 2 al cap. 2 di Luca, verso la fine.
Tu vedi che colla nascita del Signore la grazia è stata abbondantemente comunicata a tutti e la profezia fu rifiutata agl'increduli, ma non ai giusti. Ond'ecco Simeone profetizzare il Signore Gesù Cristo essere venuto per la rovina e la risurrezione di molti, per discernere i meriti dei giusti e degli iniqui; e per decretarci secondo la qualità delle nostre opere, egli giudice verace e giusto, o la ricompensa o il supplizio.
Per te sarà una spada che ti trapasserà l'anima (Luc 2:35). Né la scrittura, né la storia ci dicono che Maria sia morta di morte violenta. Poiché non l'anima, ma il corpo può essere trapassato da spada materiale. Onde ciò prova che la sapienza di Maria non ignorava il mistero celeste. Infatti la parola di Dio è viva ed efficace, e più affilata di ogni spada acutissima, e penetrante fino alla divisione dell'anima e dello spirito, e delle giunture e delle midolle, e scruta i pensieri del cuore e i secreti dell'anima, perché tutto è nudo e palese al Figlio di Dio (Hebr 4:12), al quale non sfuggono i secreti della coscienza.
Profetò adunque Simeone, aveva profetato una vergine, aveva profetato una maritata; dové profetare anche una vedova, affinché nessuna condizione o sesso venisse escluso. E perciò Anna, che sia per l'uso che fece della sua vedovanza sia per i suoi costumi ci apparisce affatto degna di fede, annunziava che il Redentore di tutti era venuto. Ma avendo noi parlato delle sue virtù nell'esortazione alle vedove, non crediamo dover ripeterci ora, dovendo parlare di altro.

Credo

OFFERTORIUM
Ps 92:1-2. Deus firmávit orbem terrae, qui non commovébitur: paráta sedes tua, Deus, ex tunc, a saeculo tu es.

Ps 92:1-2. Iddio ha consolidato la terra, che non vacillerà: il tuo trono, o Dio, è stabile fin da principio, tu sei da tutta l'eternità.

SECRETA
Concéde, quaesumus, omnípotens Deus: ut óculis tuae majestátis munus oblátum, et grátiam nobis piae devotiónis obtineat, et efféctum beátae perennitátis acquírat. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Concedi, Te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che questa offerta, presentata alla tua maestà, ci ottenga la grazia di una fervida pietà e ci assicuri il possesso dell'eternità beata. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Si fa la commemorazione dell'Ottava di Natale.

Obláta, Dómine, múnera, nova Unigéniti tui Nativitáte sanctífica: nosque a peccatórum nostrórum máculis emúnda. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Santifica, o Signore, con la nuova nascita del tuo Unigenito, i doni offerti, e purificaci dalle macchie dei nostri peccati. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRAEFATIO DE NATIVITATE DOMINI
Vere dignum et justum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, aetérne Deus: Quia per incarnáti Verbi mystérium nova mentis nostrae óculis lux tuae claritátis infúlsit: ut, dum visibíliter Deum cognóscimus, per hunc in invisibílium amorem rapiámur. Et ideo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriae tuae cánimus, sine fine dicentes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus, Deus Sábaoth. Pleni sunt coeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. Benedíctus, qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.

È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Poiché mediante il mistero del Verbo incarnato rifulse alla nostra mente un nuovo raggio del tuo splendore, così che mentre visibilmente conosciamo Dio, per esso veniamo rapiti all'amore delle cose invisibili. E perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le Dominazioni, e con tutta la milizia dell'esercito celeste, cantiamo l'inno della tua gloria, dicendo senza fine: Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.

COMMUNICANTES DE NATIVITATE DOMINI
Communicántes, et diem sacratíssimum celebrántes, quo beátae Maríae intemeráta virgínitas huic mundo édidit Salvatórem: sed et memóriam venerántes, in primis ejúsdem gloriósae semper Vírginis Maríae, Genitrícis ejúsdem Dei et Dómini nostri Jesu Christi: sed et beatórum Apostolórum ac Mártyrum tuórum, Petri et Pauli, Andréae, Jacóbi, Joánnis, Thomae, Jacóbi, Philíppi, Bartholomaei, Matthaei, Simónis et Thaddaei: Lini, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni, Joánnis et Pauli, Cosmae et Damiáni: et ómnium Sanctórum tuórum; quorum méritis precibúsque concédas, ut in ómnibus protectiónis tuae muniámur auxílio. Per eúndem Christum, Dóminum nostrum. Amen.

Uniti in una stessa comunione, celebriamo il giorno santissimo nel quale l'intemerata verginità della beata Maria diede a questo mondo il Salvatore; e veneriamo anzitutto la memoria della stessa gloriosa sempre Vergine Maria, Madre del medesimo nostro Dio e Signore Gesù Cristo: e dei tuoi beati Apostoli e Martiri, Pietro e Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio, Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano, e di tutti i tuoi Santi; per i meriti e per le preghiere dei quali concedi che in ogni cosa siamo assistiti dall'aiuto della tua protezione. Per il medesimo Cristo nostro Signore. Amen.

COMMUNIO
Matt 2:20. Tolle Púerum et Matrem ejus, et vade in terram Israël: defúncti sunt enim, qui quaerébant ánimam Púeri.

Matt 2:20. Prendi il bambino e sua madre, e va nella terra di Israele: quelli che volevano farlo morire sono morti.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Per hujus, Dómine, operatiónem mystérii, et vitia nostra purgéntur, et justa desidéria compleántur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Per l'efficacia di questo mistero, o Signore, siano distrutti i nostri vizi e compiuti i nostri giusti desideri. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Si fa la commemorazione dell'Ottava di Natale.

Orémus.
Praesta, quaesumus, omnípotens Deus: ut natus hódie Salvátor mundi, sicut divínae nobis generatiónis est auctor; ita et immortalitátis sit ipse largítor: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Fa', Te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che il Salvatore del mondo, oggi nato, come è l'autore della nostra divina rigenerazione, così ci sia anche datore dell'immortalità. Lui che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.